lunedì 25 novembre 2013

Vivamus, mea Lesbia, atque amemus

Catullo carme V
Vivamus, mea Lesbia, atque amemus 
Rumoresque senum severiorum 
Omnes unius aestememus assis. 
Soles occidere et redire possunt: 
Nobis cum semel occidit brevis lux, 
Nox est perpetua una dormienda. 
Da mi basìa mille, deinde centum, 
Dein mille altera, dein secunda centum 
Deinde usque altera mille, deinde centum. 
Dein, cum milia multa fecerimus, 
conturbabimus illa, ne sciamus, 
aut ne quis malus invidere possit, 
cum tantum sciat esse basiorum. 



metrica 
Endecasillabi faleci:




Vìvamùs, mea Lèsbia, àtque amèmus, 
rùmorèsque senùm sevèriòrum 
òmnes ùnîus aèstimèmus àssis. 
Sòles òccidere èt redìre pòssunt: 
nòbis, cùm semel òccidìt brevìs lux, 
nòx est pèrpetua ùna dòrmiènda. 
Dà mi bàsia mìlle, dèinde cèntum, 
dèin mille àltera, dèin secùnda cèntum, 
dèinde usque àltera mìlle, dèinde cèntum. 
Dèin, cum mìlia mùlta fècerìmus, 
cònturbàbimus ìlla, nè sciàmus, 
àut nequìs malus ìnvidère pòssit, 
cùm tantùm sciat èsse bàsiòrum. 

Traduzione:
Viviamo, mia Lesbia, ed amiamo(ci),
e le chiacchiere dei vecchi troppo arcigni consideriamole tutte un soldo (bucato).
 I giorni [i soli] possono tramontare e ritornare;
 noi, una volta che la breve luce è tramontata,
 dobbiamo dormire un’unica notte eterna.
 Dammi mille baci, (e) poi cento,
 poi mille altri, poi ancora cento,
 poi di seguito altri mille, (e) poi cento.
Poi, quando ne avremo fatto molte migliaia,
 li rimescoleremo, per non conoscere (il totale),
 o perché nessun
maligno possa gettar(ci) il malocchio,
sapendo che è così grande il numero dei baci [che c’è tanto di baci].

Commento:
Si tratta di uno dei carmi più celebri del liber. Riprendendo un topos letterario classico attestato fin da Mimnermo e anticipando il carpe diem oraziano, Catullo rivolge a se stesso e a Lesbia l’invito a godere dei piaceri della vita e dell’amore, senza curarsi della morale tradizionale e bacchettona, qui rappresentata dai senes severiores che bisbigliano alle loro spalle. 
Il poeta invita la propria donna a sfidare le convenienze del mos maiorum in nome di un nuovo ideale di vita che pieno significato con l’amore. 
L’amore per Lesbia viene in questa lirica rappresentato felice e appagante senza l’ombra della gelosia o della separazione. Ma un’ombra più fatale e ineludibile si mostra in lontananza, quella del tempo che trascorre e della morte inevitabile. 
Il risultato è di rendere più intensa e urgente l’esortazione alla vita e all’amore. L’immediatezza e l’universalità del tema e l’apparente naturalezza con cui Catullo lo tratta hanno talora distolto l’attenzione dalla complessa elaborazione stilistica del carme. Come osserva Traina, “l’organizzazione fonosemantica dell’intera lirica ci assicura che questa poesia sarà ‘immediata’, ma non improvvisata”. 

Analisi:
 vivamus …. Assis – il carme inizia con tre congiuntivi esortativi (vivamus, amemus, aestimemus) – vivamus ha il significato pregnante di “vivere pienamente e intensamente”; senum severiorem: comparativo assoluto (dei vecchi troppo severi). Il nesso allitterante e l’insistenza delle sibilanti s e delle liquide r rendono l’idea anche dal punto di vista fonetico del bisbiglio e delle mormorazioni soles: letteralmente “i soli”, quindi per metonimia “i giorni”. La metonimia si espande fino ai verbi occidere e redire che si addicono a soles e non a dies
nobis .. dormienda: nobis è dativo d’agente retto dalla perifrastica passiva est … dormienda (per noi, caduta questa breve luce, c’è una sola notte eterna da dormire); brevis lux, nox .. perpetua: l’antitesi è valorizzata dal chiasmo e dalla collocazione dei due monosillabi, lux a fine verso e nox all’inizio del verso successivo. 
da mi: l’imperativo del verbo dare seguito dal dativo contatto del pronome mihi costituisce una forma che prelude all’italiano “dammi” 
mille … centum: numeri generici più volte ripetuti per indicare una quantità infinita di baci 
deinde …. Dein: l’avverbio, usato nella forma piena deinde, e nella forma apocopata dein scandisce il ritmo frenetico dei baci; 
usque avverbio “di seguito” 
fecerimus: futuro anteriore con la i lunga per necessità metrica – il verbo facere ha il significato tecnico contabile di “fare la somma”; conturbabimus – appartiene anch’esso al lessico della finanza e vuol dire “confondere i conti” 
aut … basiorum – invidere ha il significato etimologico di “fare il malocchio”; 
cum .. sciat: l’idea è che la felicità attira l’invidia e questa ha più effetto se si conoscono esattamente i beni di una persona 

Tre termini per la parola bacio: 
Basium: compare per la prima volta in Catullo – forse di origine celtica viste le origini veronesi del poeta
Osculum: termine classico – diminutivo di os, oris “bocca”, quindi “boccuccia” passa ad indicare il bacio per la forma che la bocca assume nell'atto di baciare 
Savium o soavium: “cosa dolce” – ha significato più spiccatamente erotico. 
Usato anche da Catullo (suaviolum dulci dulcius ambrosia – un bacio più dolce della dolce ambrosia)





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